FALSO IN BILANCIO? SENZA RAGGIRI O PROFITTO IL DOLO NON SUSSISTE

L’imprenditore non può essere condannato per falso in bilancio soltanto perché ha omesso di esporre un dato contabile di importo rilevante. È, infatti, necessaria la prova dei raggiri e del profitto, vale a dire di un qualsiasi vantaggio, anche non patrimoniale, traibile dall’attuazione del reato stesso. Chiarificatore di quanto appena detto è l’esito vittorioso di un recente ricorso accolto in Cassazione, con la sentenza 21672 del 16/5/2018, di un manager abruzzese. “Una Srl non aveva esposto in bilancio, alla voce fondo rischi, il credito per la vendita di alcuni immobili, per un importo superiore a un milione di euro, sui quali si era fatta carico delle garanzie per evizione e risarcimento in caso di no al permesso di costruire. Leggi tutto “FALSO IN BILANCIO? SENZA RAGGIRI O PROFITTO IL DOLO NON SUSSISTE”

ARTICOLO 570 BIS C.P. – NON VERSARE L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO ALL’EX DIVENTA REATO

Un famoso proverbio dice “tra moglie e marito non mettere il dito”, ma se i coniugi diventano ex? Allora il legislatore ci mette a giusto titolo lo “zampino”! E la legge parla chiaro: NON VERSARE L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO È REATO E SI RISCHIANO MULTE E, PERSINO, IL CARCERE. Fino ad oggi commetteva reato solo chi faceva mancare ai figli i beni considerati strettamente di prima necessità (cibo, abiti e casa) ma non chi, ad esempio, a fronte di un assegno di mantenimento concordato decideva arbitrariamente di versarne uno di importo minore. I tempi sono, ormai, cambiati e le inosservanze aggravate dall’intenzionalità non ammettono più né superficialità né tantomeno furbizie. Sorge, a questo punto, una lecita e legittima domanda: In che modo e in quali termini e condizioni la parte lesa può rivendicare il diritto all’assegnazione e al versamento del mantenimento? Analizziamo più da vicino l’assunto sul quale si base la nuova disposizione normativa. Leggi tutto “ARTICOLO 570 BIS C.P. – NON VERSARE L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO ALL’EX DIVENTA REATO”

INTRODUZIONE AL SITO

“Dove non c’è legge, non c’è libertà” recitava a gran voce il filosofo di Wrington, il liberale John Locke. Sì perché la libertà non è la presunzione di agire come si vuole, ma il diritto di farlo nel nome di leggi che tutelano il nostro arbitrio dalla volontà dei più forti.

Avvocato, Penalista, Studio Legale In questo “tiro alla fune” ho deciso di parteggiare per il riscatto della verità, e non per il trionfo della forza, scommettendo tutta la partita sulla pedina della giustizia, su quella simbolica dea bendata che copre fiera i suoi occhi per essere imparziale e che regge, in perfetto equilibrio, la sua bilancia a due bracci per soppesare il giusto valore dell’equità. Dalla volontà di far rispettare i diritti altrui secondo la ragione e la legge ho intrapreso il mio percorso di “avvocatura”. Leggi tutto “INTRODUZIONE AL SITO”